Monte dei Bianchi
Situato in bella posizione panoramica, il borgo murato di Monte dei Bianchi costituiva
nel Medioevo il centro religioso dell'omonima famiglia feudale.
Dell'antico monastero di San Michele, presente nei più remoti elenchi della diocesi
di Luni, si conservano soltanto tracce del periodo romanico. Allo stesso modo rimangono
i segni dell'antico castello che svetta sulla sommità del colle. Un primo monastero
di origini antichissime esistette già dal 760 d.C., quando Ato, figlio di Eugenio
il Longobardo lasciò in testamento al prete Fratellus una parte dei suoi beni per
la costruzione di tale monastero.
Nel 1106 poi, il Papa Pasquale II inviò un monaco benedettino, Bernardo degli Uberti,
che incontratosi con i nipoti di Rodolfo da Casola ed i figli di Bosone, decise
dopo le loro suppliche di costruire un monastero dedicato a San Michele. Il monastero
fu retto dai monaci Canonici Regolari, o Monaci Bianchi o Rocchexiani. Da qui il
nome del paese, Monte dei Bianchi. La famiglia possidente di queste terre era chiamata
dei Bianchi d’Erberia, vassalli di origine Longobarda. "De Herberia" poiché provenivano
da Rubiera in provincia di Modena, un tempo chiamata Herberia. Il monastero godette
di un certo splendore fino alla scomparsa della famiglia tra il XIII e XVI secolo,
con l’inizio del dominio malaspiniano in Lunigiana.
Al Vecchio Tino
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incontaminato offre, come le escursioni guidate, il trekking, le passeggiate a cavallo.
La posizione rende il soggiorno rilassante, la vista delle Alpi Apuane, la pace
dei boschi e degli uliveti, l'assenza di traffico vi permetteranno di riposare immersi
nella tranquillità.
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città d'arte della Toscana, facilmente raggiungibili dall'autostrada, o in poco
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Al vostro ritorno al Vecchio Tino troverete un ambiente rilassante nel quale godere
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